La sentenza: è legittimo offrire servizi gratis

E’ questo quanto stabilito dalla Cassazione, con sentenza 21972/2015 che ha respinto il ricorso presentato dall’ufficio contro la sentenza della Ctr Campania, n.92/29/2008. L’ufficio nel 2005 aveva emesso un accertamento relativo al 2001, chiedendo imposte, sanzioni e interessi, in quanto un professionista, esercente l’attività di consulente fiscale, non aveva emesso fatture a 72 clienti per prestazioni che aveva effettuato gratuitamente. Per l’ufficio, invece, era impossibile che il professionista effettuasse le prestazioni senza chiedere alcun compenso.
I giudici di primo grado avevano dato ragione all’ufficio ed il contribuente ha proposto appello accolto in quanto i giudici di secondo grado hanno sostenuto che, a fronte di una corretta contabilità tenuta dal contribuente congrua e coerente, è giustificata l’asserita gratuità dell’opera svolta in favore di soggetti, peraltro indicati dallo stesso professionista, in considerazione dei rapporti di parentela e amicizia, nonché del fatto che il 70% di tali soggetti sono soci di società di persone, la cui contabilità è affidata allo stesso professionista, con la conseguenza che l’eventuale compenso rientra in quello corrisposto dalla società di appartenenza.
Inoltre, la prestazione gratuita è giustificata dall’accertata circostanza che l’attività svolta in loro favore riguardava solo l’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi ed era finalizzata “all’incremento della clientela”.